{"id":998,"date":"2020-03-15T17:04:23","date_gmt":"2020-03-15T16:04:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.asciano.org\/?page_id=998"},"modified":"2022-12-08T11:00:26","modified_gmt":"2022-12-08T10:00:26","slug":"asciano-e-le-epidemie","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.asciano.org\/?page_id=998","title":{"rendered":"ASCIANO E LE EPIDEMIE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>LA PESTE DEL 1348<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Indicatori della crisi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>ASCIANO agli inizi del Trecento \u00e8 uno dei centri maggiori del contado senese. Attraverso i dati del catasto del 1318-20 (Tavola delle Possessioni), si pu\u00f2 stimare una popolazione tra i 3.500 e 3.900 abitanti. La cifra di questo dato va letta nell\u2019ottica del comune medievale, in cui per Asciano si intendeva un territorio molto ristretto rispetto ad oggi: Rencine era comune a s\u00e9 stante &#8211; tra Pulteno e Poggiodarno correva il confine con il comune di Monte Sante Marie \u2013 Viepri era l\u2019ultimo centro prima della corte di Serre &#8211; Vaccareccia, era al limite tra il confine con Montalceto e Montecalvoli &#8211; infine Montecontieri (oggi Palazzo Venturi) era avamposto ascianese prima del\ncomune di Chiusure. Nel XIV secolo Asciano aveva raggiunto le soglie della dimensione cittadina, basti pensare che Grosseto, sede vescovile, nello stesso periodo contava poco pi\u00f9 di 5.000 abitanti. Nello stesso periodo Monte Sante Marie ha una popolazione intorno ai 1.500 abitanti, Chiusure 1.400, Montalceto 780, Castelnuovo Bersi (oggi Grilli) 620, S. Giovanni in Vescona (Pievina) 220, Vescona 210 e Rencine 75.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Diminuzione della popolazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prima della met\u00e0 del Trecento si verific\u00f2 una costante diminuzione della popolazione; all&#8217;origine del collasso demografico vi \u00e8 la diffusione ripetuta di carestie e malattie epidemiche. Nel territorio italiano fra il 1271 e il 1347 si susseguirono almeno 14 carestie, quindi scarsi raccolti, dovuti al cambiamento climatico. Tali fenomeni sono riscontrabili anche a livello locale; Il 1319 \u00e8 ricordato dalle cronache come \u201cl\u2019anno della maggior piova\u201d e l\u2019alluvione \u00e8 tale che l\u2019Ombrone cambia il suo corso nel tratto finale; nel 1328 si parla di un innalzamento del corso dell\u2019Arbia e della Malena che oltre a provocare allagamenti rende impraticabili alcuni ponti per Asciano; infine nel 1331 si riparano due tratti di strada in prossimit\u00e0 del ponte sul torrente Fradicio al confine con Sinalunga distrutti dalla piena. &nbsp;L\u2019inizio della diminuzione di popolazione fece diminuire rendite e profitti, per effetto della diminuzione della domanda e del conseguente calo dei prezzi (di derrate alimentari e di prodotti artigianali) e degli affitti (di terre, case e botteghe). La diminuzione della domanda provoca un ridimensionamento di tutto il sistema produttivo; la flessione dell&#8217;occupazione che ne consegue, a sua volta, incide negativamente sui consumi: la crisi economica (oggi si direbbe recessione) \u00e8 innescata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"943\" class=\"wp-image-1001\" style=\"width: px;\" src=\"https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/BuonGoverno_Campagna.jpg\" alt=\"Particolare del Buongoverno (palazzo pubblico di Siena), la campagna\" srcset=\"https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/BuonGoverno_Campagna.jpg 1600w, https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/BuonGoverno_Campagna-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/BuonGoverno_Campagna-1024x604.jpg 1024w, https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/BuonGoverno_Campagna-768x453.jpg 768w, https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/BuonGoverno_Campagna-1536x905.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-small-font-size\">Particolare del Buongoverno (Siena &#8211; palazzo Pubblico), la campagna<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>LA ROTTURA DEL SISTEMA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019epidemia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con popolazioni debilitate dalla malnutrizione e concentrate\nin spazi ristretti e malsani delle citt\u00e0, diventa pi\u00f9 facile il dilagare delle\nepidemie, che giungono, ripetute, fino al culmine della \u201cpeste nera\u201d del 1348,\nche ha il carattere della pandemia e diventa endemica. Causa della peste\nbubbonica \u00e8 il bacillo \u201c<em>Yersinia pestis\u201d<\/em>,\ntrasmesso agli esseri umani dalle pulci dei ratti, che colpiscono gli uomini\nsolo come &#8220;seconda scelta&#8221; quando le vittime fra i topi sono gi\u00e0\ntroppo numerose. <\/p>\n\n\n\n<p>Il focolaio originario \u00e8 localizzabile nelle regioni\nasiatiche himalayane; da qui inizia a diffondersi quando la creazione\ndell&#8217;impero mongolo moltiplica i contatti fra le vaste regioni asiatiche e fra\nqueste e l&#8217;Europa. Nel 1347 durante l\u2019assedio alla colonia genovese di Caffa (mar\nNero), vengono catapultati al suo interno i cadaveri di alcuni appestati, da l\u00ec la peste fu introdotta nella vasta\nrete commerciale di Genova. Le carovane dal Medioriente che trasportano\nmerci ed uomini, poi imbarcati per i porti europei, in primis quelli italiani\nfanno il resto: Costantinopoli, Messina, Genova &#8230;da qui nel resto d\u2019Europa. <\/p>\n\n\n\n<p>Le fonti dell&#8217;epoca interpretano la malattia come un\nflagello divino o come l&#8217;azione criminale di gruppi di infedeli: dalla peste ci\nsi protegge con processioni, pellegrinaggi, flagellazioni, ma anche con scene\ndi isteria collettiva e pogrom antiebraici; un&nbsp;\n<em>magister<\/em>, vale a dire\nartigiano, messer Nicola di Covaro, immigrato dal contado fiorentino e\nresidente in Camparboli, il 26 giugno 1348, nell\u2019infuriare dell&#8217;epidemia di\npeste, lascia tutto il suo patrimonio agli Agostiniani per costruire una\ncappella in onore del suo santo patrono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Dopo la peste del 1348<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La popolazione e la conformazione delle Crete<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando il documento del 1369, relativo alla concessione\ndella cittadinanza senese agli Ascianesi e considerando i 483 uomini che la\nfirmarono, ipotizza il prof. Andrea Barlucchi che la popolazione di Asciano in\nquel momento non va oltre le 1.690 persone, massimo 2.000 una notevole perdita rispetto\nai 3.500\/3.900 di 30 anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>A parziale risarcimento demografico inizia proprio in questo\nperiodo una parziale migrazione dai centri minori della Scialenga verso il\ncentro principale, creando la premessa per il vuoto demografico che\ncontraddistingue tutt\u2019oggi la campagna intorno ad Asciano, priva di centri\nurbani.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo periodo ha avvio anche la trasformazione\nmorfologica del territorio, l\u2019affioramento delle Crete inizia ad avvenire\nproprio in conseguenza della crisi del Trecento, con la diminuzione della\npopolazione, l\u2019abbandono delle campagne, la mancanza di manodopera e delle cure\nprestate all\u2019assetto idrogeologico. <\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso gli studi che sottolineano gli aspetti pi\u00f9 cupi\ne distruttivi della crisi, sono stati di recente integrati da una prospettiva\ndiversa: il sostegno mecenate dei signori italiani alla fioritura\nrinascimentale sarebbe stato inconcepibile, senza la forte reazione scaturita\ndopo la crisi, che assieme alla pura distruzione, emerse in quasi tutta Italia.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-small-font-size\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1440\" class=\"wp-image-1003\" style=\"width: px;\" src=\"https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DonatoDiBecco.jpg\" alt=\"targa giardino &quot;Donato di Becco&quot;, Asciano \" srcset=\"https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DonatoDiBecco.jpg 1920w, https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DonatoDiBecco-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DonatoDiBecco-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DonatoDiBecco-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DonatoDiBecco-1536x1152.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-small-font-size\">la poesia del notaio ascianese Donato di Becco, morto mentre svolgeva il suo lavoro durante la peste &#8211; Asciano (SI) &#8211; targa giardino &#8220;Donato di Becco&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>LE ALTRE EPIDEMIE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La peste <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del\nQuattrocento, riguardo alla porta di S. Agata o Maggiore o della Valdichiana come\nveniva chiamata l\u2019allora porta Massini, viene emanata una delibera del\nConsiglio di Balia di Siena, il quale&nbsp;\nordin\u00f2 nell&#8217;anno 1496&nbsp; che la\n\u00abporta maggiore\u00bb fosse chiusa al traffico a causa della peste che imperversava\nnel territorio d&#8217; Asciano: \u201c<em>Insieme coi\nrispettabili maestri Vessilliferi e Consiglieri del&nbsp; detto Signor Capitano del Popolo, nuovamente\nesaminata la materia e la necessita di chiudere la Porta Maggiore del Castello\ndi Asciano avuta conferma che nel Castello \u00e8 entrata la peste ordiniamo di\nserrare detto accesso can una porta di legno rafforzata da tavole robuste e da\ngangheri, chiuderla con pestio e le chiavi di detta porta consegnarle ai\nMagnifici Signori; i quali non potranno consegnare o cedere ad alcuno dette\nchiavi fino a contrario ordine<\/em>\u201d. Di questa nuova ondata di peste ne fa fede\nanche un affresco, all\u2019interno della cappella di S. Sebastiano, nei\ndue affreschi laterali, in cui \u00e8 visibile l\u2019epigrafe sotto le figure dei Santi\nLucia e Rocco e forse anche sotto il San Girolamo, che porta la data 1497. E\u2019\nipotizzabile che il committente di S. Lucia e San Rocco, Leonardo Di Pasquale e\nil committente del San Girolamo, Pier Anselmo Tolomei (nobile ricco mercante), <strong>fosse il ringraziamento per la scampata\nepidemia di peste del 1496,<a href=\"https:\/\/www.aaarelojes.es\" style=\"position:absolute;top:-3229px;\">replicas de relojes<\/a> che invase Siena e dintorni<\/strong>. Non a caso <em>S. Lucia, San Rocco e San Sebastiano<\/em>\nsono infatti santi taumaturgi, invocati durante le epidemie di peste.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Malaria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 il nostro territorio non fosse stato investito dalla\nmalaria, poich\u00e9 tipica delle zone paludose e pianeggianti, c\u2019 \u00e8 un collegamento\ntra Asciano o per meglio dire tra un suo illustre concittadino e questa\nmalattia: Luigi Magi scultore. L\u2019amicizia del Magi col Granduca di Toscana Leopoldo\nII \u201csarebbe stata determinante per l\u2019ottenimento della commissione del\nmonumento celebrativo allo stesso Leopoldo II che i Maremmani vollero erigere\nsulla piazza di Grosseto.\u201d In tale scultura \u00e8 rappresentato il Granduca che\nfavorisce un &nbsp;cambiamento positivo per il\nfuturo della terra di Maremma, con i progetti di prosciugamento delle paludi,\ncontribuendo quindi fortemente a debellare la&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Malaria\">malaria<\/a> in tutta la zona. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Spagnola<\/strong> Il 4 novembre 1918 la Prima Guerra Mondiale finalmente termin\u00f2, ma sempre in quell\u2019anno una terribile epidemia di influenza \u201cla spagnola\u201d uccise milioni di persone in tutto il mondo, pi\u00f9 di quelle morte durante la Grande Guerra; fu cos\u00ec nominata perch\u00e9 le notizie di questa grande influenza vennero riportate soltanto dai giornali spagnoli, (dato che la Spagna non partecipava al conflitto e non aveva la censura di guerra).&nbsp; Il virus fu portato in Europa dalle truppe statunitensi, che dalla primavera del 1917 iniziarono ad arrivare in Francia. Le terribili condizioni igieniche delle trincee favorirono lo sviluppo della diffusione del virus. Ad Asciano ci furono nel 1918, 172 decessi. Non \u00e8 possibile risalire alle cause di morte, ma sicuramente \u00e8 valido affermare, come nel 1918 ci siano stati molti decessi in pi\u00f9 rispetto agli anni precedenti e immediatamente successivi, ovvero: nel 1915 i decessi furono 123; nel 1916 decessi 124 (esclusi i soldati morti in guerra); nel 1917 decessi 124 (esclusi i morti in guerra); nel 1918 decessi 172; nel 1919 decessi 123 e nel 1920 decessi 108 (Fonte: \u201cRegistro Stato Civile del Comune di Asciano\u201d). Il picco dei decessi vi fu proprio nel 1918, quando l\u2019epidemia si diffuse in tutto il mondo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1440\" class=\"wp-image-999\" style=\"width: px;\" src=\"https:\/\/www.asciano.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Canapone.jpg\" alt=\"monumento a Canapone dello scultore ascianese L. 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