{"id":742,"date":"2018-08-27T09:54:37","date_gmt":"2018-08-27T07:54:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asciano.org\/?page_id=742"},"modified":"2022-12-08T10:55:27","modified_gmt":"2022-12-08T09:55:27","slug":"chiesa-di-santagostino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.asciano.org\/?page_id=742","title":{"rendered":"CHIESA DI SANT\u2019AGOSTINO"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-size:28px\"><em>Storia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I padri agostiniani, presenti ad Asciano almeno dal XIII secolo, furono beneficiati da varie donazioni. Nel 1332, il senese con possedimento in Sciano, <em>Bacco del Priore<\/em> cedette alcuni edifici per la realizzazione del convento, mentre nel 1348, Nicola Covari, <em>magister lignaminis<\/em>, lasci\u00f2 ai frati tutto il suo patrimonio per la costruzione di una cappella.&nbsp; A met\u00e0 del quattrocento, invece, il complesso di S. Agostino pot\u00e9 contare sul patrocinio del ricco mercante senese <em>Giacomo Scotti<\/em>, che possedeva diritti su due cappelle all&#8217;interno della chiesa. Il convento, privilegiato periodicamente dalle offerte delle autorit\u00e0 di Asciano, come stabiliva lo statuto del 1465, sar\u00e0 ricordato pi\u00f9 volte in documenti compresi tra XVI e XVIII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>A seguito delle confische di et\u00e0 napoleonica, S. Agostino viene destinato ad uso privato e acquistato dalla famiglia Vegni. Dal 1857, grazie alla donazione della stessa famiglia, la chiesa di S. Agostino diviene una propriet\u00e0 della Venerabile Confraternita di Misericordia e S. Chiodo. <\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:28px\"><em>Architettura<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chiesa di grandi dimensioni ad unica aula e copertura a doppio spiovente, sorretta originariamente da capriate lignee.&nbsp; I paramenti murari esterni, riconducibili alla fase originaria, sono costituiti da bozze di travertino disposte su filari orizzontali e paralleli di altezza variabile. In epoca tardo medievale, il fabbricato venne ampliato e dotato di una nuova facciata in mattoni, che fu completata nel 1472 (ne fa fede una iscrizione incisa su un mattone accanto all&#8217;ingresso). Il convento \u00e8 posizionato sul lato destro della chiesa ed \u00e8 attualmente adibito ad abitazioni private. La chiesa \u00e8 stata oggetto di varie fasi di rinnovo succedutesi nei secoli, soprattutto a met\u00e0 Ottocento (testimoniata anche da una lapide ivi conservata), nel 1969 quando gli altari furono privati delle mense ed ultimamente nel 2015. <\/p>\n\n\n\n<p><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:28px\"><em>Arte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La Chiesa, a cui \u00e8 connesso l\u2019ex convento trecentesco un tempo dedicato a S. Michele, presentava in origine una ricca decorazione di cui fanno parte alcuni affreschi recentemente scoperti sotto l\u2019intonaco e purtroppo poco leggibili, ricoperta di stucchi nel Seicento molte delle opere un tempo qui conservate sono state tolte.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello spazio tra il muro di fondo e il primo altare a destra emergono lacerti di affreschi quattrocenteschi con un santo non identificabile con in mano una ciotola (potrebbe trattarsi di S. Ansano oppure S. Donnino), S. Sebastiano nel centro e S. Rocco a destra, riferiti ad una breve campagna decorativa probabilmente relativa a qualche evento pestilenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo altare a destra mostra un affresco di inizi Cinquecento con una santa, e in alto nell\u2019altare vediamo la scritta \u2018<em>Santa Monaca\u2019<\/em>.&nbsp; Da qui proveniva il dipinto ad olio con <em>Santa Monaca<\/em> (o Monica?) con uno stemma Bandinelli della bottega di Rutilio Manetti poi spostato nel secondo altare a destra, che in alto \u00e8 indicato come dedicato a S. Caterina. Tra il primo e il secondo altare \u00e8 riemersa la sinopia di un affresco raffigurante un santo seduto, mentre tra il secondo e il terzo vediamo S. Antonio Abate e un altro santo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo altare a destra, al cui centro vediamo una nicchia, che in altro mostra un\u2019iscrizione poco leggibile e la data 1630, era occupato da un dipinto con la <em>Madonna col bambino appare a San Carlo Borromeo<\/em> del 1640-50, proveniente dall\u2019Oratorio della S. Croce e attribuito ad Astolfo Petrazzi. Sul fondo a destra recentemente sono stati rinvenuti degli affreschi trecenteschi di artisti di scuola senese e non che raffigurano vari santi tra cui, da destra a sinistra, S. Cristoforo, S. Antonio Abate, teoria di Sante, tra cui S. Caterina di Alessandria, S. Andrea, S. Giovanni Battista. In alto sono state recentemente scoperte delle finestre in <em>tromp-l\u2019oeil<\/em> ottocentesche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo altare a sinistra, nella cui decorazione a stucco possiamo leggere in alto l\u2019iscrizione \u2018<em>corona stellarum duodecim<\/em>\u2019 (dall\u2019Apocalisse di S. Giovanni, dove si narra dell\u2019apparizione di una donna vestita di sole e la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle, riferimento alla Vergine), mostra una bella <em>Incoronazione di Maria<\/em> che sembrerebbe trecentesca, con figure angeliche aggiunte successivamente. Accanto all\u2019altare sul muro a destra si vedono i resti di una figura di santo con il bastone trecentesco, probabilmente <em>S. Giacomo<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel secondo altare a sinistra stava una <em>Incoronazione della Vergine<\/em> del 1675-99, che studiosi attribuiscono con riserva a Giuseppe Nicola Nasini. Il terzo altare a sinistra, dove in basso vediamo la fonte, stemma della famiglia Nannini,<a href=\"https:\/\/www.orologireplicaorologi.com\" style=\"position:absolute;top:-4336px;\">orologi replica sono legali<\/a> era occupato da <em>Madonna assunta e Santi Pietro Martire o Niccol\u00f2, Antonio, Giuseppe e Bernardino da Siena<\/em>, datato 1625-49, attributo a Ilario Casolani.<\/p>\n\n\n\n<p>In controfacciata compaiono due stemmi Scotti, legati alla figura del mercante Giacomo che fu tra i patrocinatori della chiesa e sempre nella medesima parete \u00e8 visibile un bel <em>S. Cristoforo<\/em> trecentesco \u2013 da notare tra i dettagli una figura di sirena bicaudata, simbolo di fertilit\u00e0. Nell\u2019altare maggiore \u00e8 visibile una copia della Madonna detta \u2018delle Grazie\u2019 di Matteo di Giovanni un tempo qua collocata. <\/p>\n\n\n\n<p>Da S. Agostino provenivano delle opere preziosissime ora conservate a Palazzo Corboli, tra di esse un crocifisso attribuito a Giovanni Pisano, datato al 1280 circa; tra i dipinti spicca la bizzarra, raffinata e immaginifica <em>Adorazione dei pastori tra i Santi Galgano e Agostino<\/em> un tempo nel secondo altare a sinistra, di Pietro di Giovanni d&#8217;Ambrogio (1409\/10-1448). Altra opera un tempo qui ubicata era l\u2019<em>Assunzione della Vergine <\/em>di Giovanni di Paolo, che fin dal 1500 risulta assemblata ai pannelli con <a href=\"https:\/\/www.repliche-orologi.com\/\" style=\"position:absolute;top:-3596px;\">Rolex Replica<\/a> Sant&#8217;Agostino e S. Michele Arcangelo di Matteo di Giovanni che furono ritrovati \u2018nel legnaio dei padri agostiniani\u2019, ma in origine era in Collegiata.&nbsp; Matteo di Giovanni, come si \u00e8 accennato, \u00e8 anche l\u2019autore della <em>Madonna col bambino, S. Giacomo, S. Agostino, S. Bernardino, Santa Margherita Margherita<\/em> (1458-60) segnalata dal Brogi nell&#8217;altare maggiore e frutto dell\u2019assemblaggio fra la pala un tempo posta sull&#8217;altare di S. Bernardino di patronato di Giacomo Scotti e la predella con <em>Storie della vita di Santa Caterina di Alessandria<\/em> in origine parte di una ancona che decorava l&#8217;altare della S. Croce che era probabile cappella sepolcrale dello stesso Scotti. <\/p>\n\n\n\n<p>La lastra tombale dello Scotti, attribuita a Urbano da Cortona, un tempo stava di fronte all\u2019altare maggiore, da cui venne rimossa durante i restauri degli anni Sessanta. Dalla chiesa di S. Agostino proveniva anche una <em>Deposizione<\/em> di Domenico Manetti, nel terzo altare destro un tempo stava la <em>Madonna col bambino appare a S. Carlo<\/em> proveniente dall\u2019Oratorio di S. Croce di Astolfo Petrazzi e in quello sinistro l\u2019<em>Assunzione e santi Nicola di Bari, Bernardino, Giuseppe<\/em> di Stefano Volpi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>A CURA DI A.R.C.A. <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Per l\u2019amichevole collaborazione con la Venerabile Confraternita di Misericordia e S. Chiodo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia I padri agostiniani, presenti ad Asciano almeno dal XIII secolo, furono beneficiati da varie donazioni. Nel 1332, il senese con possedimento in Sciano, Bacco del Priore cedette alcuni edifici per la realizzazione del convento, mentre nel 1348, Nicola Covari, magister lignaminis, lasci\u00f2 ai frati tutto il suo patrimonio per la costruzione di una cappella.&nbsp; &#8230;<br \/><a class=\"read-more-link btn btn-outline-secondary\" href=\"https:\/\/www.asciano.org\/?page_id=742\">Read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-742","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.asciano.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.asciano.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.asciano.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asciano.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.asciano.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=742"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.asciano.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1135,"href":"https:\/\/www.asciano.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/742\/revisions\/1135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.asciano.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}